La Colombia di Vásquez e Narcos

 

Narcos/Il rumore delle cose che cadono

Oggi parliamo di Narcos, la serie del momento. Con questa produzione Netflix siamo approdati in una terra meravigliosa: la Colombia. Ci siamo buttati a capofitto nel mondo del narcotraffico. schermata-2017-03-02-alle-21-00-33Abbiamo conosciuto meglio la figura di Pablo Escobar e le vicende cruente che hanno insanguinato la storia recente della Colombia. Abbiamo imparato un po’ di spagnolo – quello utile – con la geniale trovata di Babbel in collaborazione con Netflix. Ma soprattutto abbiamo imparato che il vuoto creato da una stagione che termina e un’altra che sembra non arrivare mai è più snervante di una caccia all’uomo tra le strade di Medellín. Il rilascio della terza stagione è previsto per la fine del 2017 e allora cosa fare nell’attesa?

Il mio consiglio è lasciarsi trasportare nella Colombia di Juan Gabriel Vásquez, uno degli autori più interessanti del panorama letterario colombiano degli ultimi anni. Vincitore di moltissimi premi letterari, Vásquez è un apprezzato scrittore tradotto in moltissime lingue. Quasi tutte le sue opere sono state tradotte in italiano. Ultimamente Feltrinelli ha pubblicato La forma delle rovine, un appassionante giallo che si dipana tra le teorie del complotto e le pagine della storia colombiana.

Il romanzo che voglio consigliare in questo articolo – sebbene La forma delle rovine sia splendido – è un altro: Il rumore delle cose che cadono (titolo originale: El ruido de las cosas al caer; anno di pubblicazione: 2011).9788862205863_0_0_300_80 Questo romanzo, pubblicato in italiano da Ponte alle Grazie nel 2012, è decisamente la lettura adatta per gli amanti di Narcos ma vediamo il perché.

Il rumore delle cose che cadono narra gli anni bui della Colombia di Pablo Escobar attraverso gli occhi del giovane insegnante Antonio Yammara. L’incontro e l’amicizia col  pregiudicato Ricardo Laverde, bruscamente interrotta dal brutale assassinio di quest’ultimo e il grave ferimento dello stesso Antonio, spinge il protagonista ad indagare sulla vita dell’uomo. Ne viene fuori un passato oscuro: il carcere, il denaro sporco, il cartello di Medellín. Un appassionante intreccio che si dipana attraverso i terribili avvenimenti che abbiamo imparato a conoscere così bene con Narcos.

L’incipit del romanzo ci riporta prepotentemente alla fine della seconda stagione della serie. E’ considerabile idealmente l’epilogo della vicenda che si è appena conclusa con l’uccisione di Escobar. schermata-2017-03-02-alle-23-05-04Vásquez scrive: “ Il primo degli ippopotami, un maschio color delle perle nere, una tonnellata e mezzo di peso, venne abbattuto a metà del 2009”. L’impero di Escobar è caduto e con esso anche L’Hacienda Napoles è ormai in rovina; gli animali dello zoo sono allo stremo e abbandonati a loro stessi. Alcuni sono fuggiti e sono stati tragicamente abbattuti.

Il protagonista in un balzo temporale ci riporta subito alle atmosfere dei tempi d’oro dell’Hacienda quando da bambino andò in visita allo zoo. Ed è subito un tuffo nella prima stagione della serie.

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La narrazione continua e con essa il ricordo di un paese allo sbando, tenuto sotto scacco dai narcotrafficanti e dal violento terrorismo del più sanguinario. Yammara rievoca gli omicidi di uomini illustri, le bombe che hanno segnato la paura e l’incertezza della sua giovinezza a Bogotà, l’aereo Avianca esploso in volo.

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L’indagine sulla vita di Laverde – che è il cuore del romanzo – prende avvio dalla registrazione della scatola nera di un aereo schiantatosi su una montagna. Cosa lega Laverde e gli ultimi istanti di vita dei passeggeri di quel volo? Questa e tante altre sono le domande che iniziano a frullare nella testa del protagonista che rimane fortemente colpito tanto che l’interesse diventa quasi un’ossessione.

E’ a La Dorada, a metà strada tra Bogotà e Medellín, che Yammara riceve da Maya, la figlia di Ricardo, tutte le risposte che cerca. Nel racconto di Maya la storia si intreccia nuovamente con il narcotraffico e il destino di un paese intero.

L’incontro con Pablo Escobar e Gustavo Gaviria – “due uomini con i baffi e i capelli neri ondulati che parlavano con calma e davano l’impressione di essere in pace con la loro coscienza” – e il traffico di droga, per conto del cartello di Medellín, su piccoli aerei da turismo, trasporta la vita dell’uomo all’interno dell’universo della serie tv.

Vásquez ha saputo intrecciare la vicenda di fantasia del pilota della droga Laverde e quella dell’ascesa dell’impero di Pablo Escobar in un romanzo talmente appassionante che vien voglia di leggerlo tutto di un fiato. Sembra quasi di scorgere una nuova linea narrativa di Narcos che staccatasi dalla serie madre, viaggia per la sua strada in un coinvolgente spin-off. E’ per questo motivo che consiglio queso romanzo agli amanti della serie. Ai lettori più incalliti invece vorrei consigliare tutta la produzione di questo scrittore, uno dei migliori romanzieri colombiani degli ultimi tempi.

Buona lettura.

 


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