I racconti di San Francisco

Los Angeles Times Book Review

In questo articolo vi voglio parlare degli splendidi Racconti di San Francisco di Armistead Maupin, dai quali nel 1993 è stata tratta la serie televisiva, sfortunatamente inedita in Italia, Tales of the city.

Tales of the city

San Francisco è la città della beat generation. E’ d’obbligo infatti giungere in città letteralmente “sulla strada”, sfogliando le pagine dei libri di Jack Kerouac, recitando le poesie di Allen Ginsberg e esplorando i numerosi scaffali della libreria di Ferlinghetti eppure dopo aver letto I racconti la mia immagine di Frisco si è arricchita di nuove e interessanti sfumature.

Painted Ladies

Sarà capitato anche a voi di pensare che ogni città ha il suo autore e che addirittura ogni città è il suo autore. Prendiamo ad esempio Dublino. Dublino per me è James Joyce; è mangiare un panino al gorgonzola nel Davy Byrne’s pub, è seguire le orme dorate di Leopold Bloom sui marciapiedi della città. Quando penso a New York invece penso a Manhattan caotica, complicata e fitta come un monologo di Woody Allen;  ma penso anche alla Brooklyn folle di Paul Auster. Londra è Charles Dickens tanto quanto Parigi è Victor Hugo. San Francisco, dopo la scoperta de I racconti, per me è diventata a tutti gli effetti Armistead Maupin.Armistead Maupin.jpg

 

Barbary Lane

I nove volumi che compongono la serie di romanzi narrano le vicende degli abitanti del numero 28 di un viottolo pedonale (Barbary Lane) che si inerpica su Russian Hill e che nella realtà corrisponde al suggestivo Macondray Lane. I personaggi de I racconti  – l’eccentrica coltivatrice di marijuana nonché padrona di casa di mezza età Mrs Madrigal, la giovane provinciale Mary Ann Singleton, il dolce e gentile omosessuale Michael “Mouse” Tolliver, il playboy Brian e tantissimi altri – per me, nonostante abbia iniziato a conoscerli solo un paio di mesi fa, sono già diventati dei cari amici. Perciò non mi è difficile credere alla sincera devozione di coloro che li hanno seguiti fin dal 1976, anno di pubblicazione del primo volume. Maupin ha scritto l’ultimo volume (The days of Anna Madrigal) appena tre anni fa perciò penso ai lettori che hanno avuto la possibilità di assaporare quarant’anni di Barbary Lane e a quanto tutto ciò debba essere stato incredibile ed emozionante.

I racconti restituiscono un’immagine di San Francisco da cartolina ma allo stesso tempo così vera e così tangibile, così speciale e così vitale da lasciarci il cuore.Lombard Street I romanzi di Armistead Maupin, come lui stesso afferma in una lettera al suo pubblico a vent’anni dalla prima pubblicazione, non possono essere banalmente relegati al reparto letteratura LGBT perché considerati di interesse solo per una ristretta cerchia di lettori con un determinato orientamento sessuale. Maupin scrive per tutti e la sua San Francisco è la San Francisco di tutti. Questa città è così speciale proprio perché è eterogenea, cresce, vive e si nutre della diversità. Accettare le differenze è esattamente il messaggio che Maupin vuole veicolare con i suoi scritti.Castro Street

La narrazione prende avvio dalla decisione della venticinquenne Mary Ann Singleton di lasciare Cleveland e di stabilirsi a San Francisco. Una decisione repentina, maturata in una semplice settimana di vacanza in città e che la porta a fare la conoscenza dell’eccentrica Mrs Madrigal.  Mrs MadrigalLa donna affitta alla giovane uno degli appartamenti della sua proprietà immersa nel verde di Russian Hill, sule pendici di una lunga e ripida scalinata in legno. Da qui partono e si intrecciano le avventure dei vari personaggi. Tra gli altri spiccano l’hippie Mona Ramsey ed il suo coinquilino Michael Tolliver, il playboy Brian, l’aristocratica famiglia Halcyon, lo spregevole Beauchamp Day. San Francisco fa da sfondo alle vicende e spesso risulta essere la vera protagonista di quest’opera. North Beach, Washington Square Park e i locali storici di Columbus Avenue,  la Coit Tower e Telegraph Hill da cui ammirare la Baia, il Golden Gate Park dei mulini e delle pagode, Castro con la sua frizzante e variopinta vivacità e poi le salite, le discese, i Cable Cars…

Golden Gate Bridge

Armistead MaupinIl racconto scorre piacevolmente, dipanandosi in capitoli brevi. Le vicende si alternano lasciando il lettore sempre invogliato a proseguire la lettura. Maupin è un maestro nel creare intrecci che terminano in colpi di scena sempre nuovi. Le carte vengono rimescolate in continuazione formando una rete intricata di relazioni. Il paragone, forse un po’ azzardato, mi viene da farlo con i quattro volumi de L’amica geniale di Elena Ferrante. Le vicende sono sicuramente assai differenti, i due mondi narrati di certo lontanissimi, ma in entrambi i casi abbiamo due città, Napoli e San Francisco, ampiamente protagoniste; una rete di relazioni che legano i numerosi personaggi; un linguaggio schietto e cristallino; un modo di narrare rapido, essenziale eppure così ricco e coinvolgente. Non a caso anche L’amica geniale ben si presta ad una trasposizione televisiva difatti per il prossimo anno è prevista una miniserie internazionale che vede coinvolte sia la Rai che l’HBO.

Purtroppo in Italia I Racconti sono giunti un po’ in sordina e con quasi trent’anni di ritardo. I motivi sono facilmente intuibili: tra i vari argomenti narrati troviamo omosessualità, libertà di costumi, droghe, argomenti che all’epoca (1976) erano ritenuti oltremodo scomodi; Mona and Michaelquesti argomenti vengono trattati attingendo spesso alla cultura pop o comunque con riferimenti ad una contemporaneità tutta americana a volte estranea ad un pubblico straniero; oltre tutto Maupin è un autore apertamente omosessuale ed ancora oggi in Italia l’orientamento sessuale purtroppo sembra essere un elemento determinante. Questo fattore specialmente all’epoca deve aver pesato molto; in ultimo Maupin è stato uno dei primi autori a trattare seriamente in letteratura il problema dell’AIDS.

I primi quattro volumi (I racconti di San Francisco, Nuovi racconti di San Francisco, Ritorno a San Francisco, 28 Barbary Lane) sono stati pubblicati da Rizzoli a partire dal 2004 eppure non sono facilmente reperibili. In lingua inglese invece potrete trovare i nove volumi su Amazon, anche in una nuova edizione in tre fascicoli con le copertine coordinate che formano la splendida “City by the Bay”. Sul sito dell’autore invece è possibile acquistare le opere autografate e con dedica personalizzata…un’idea carina per fare un regalo gradito ad un vero appassionato o arricchire la vostra collezione!

Books

Come accennavo in apertura, dai romanzi di Maupin è stata tratta la serie tv Tales of The City (1993) che riguarda le vicende del primo romanzo, seguita da More Tales of The City nel 1998 e Further Tales of The City nel 2001. Nel 2003 Maupin ha completato la sceneggiatura per una quarta stagione (Babycakes) incentrata sulle vicende del quarto romanzo eppure le riprese non sono mai iniziate.Tales of the city tv series  Un minimo di speranza per i fan della serie è arrivato lo scorso anno quando le attrici Laura Linney e Olympia Dukakis hanno entrambe espresso la loro disponibilità a vestire di nuovo i panni di Mary Ann Singleton e Mrs Madrigal. Su variety.com si vocifera che una nuova produzione ambientata ai giorni nostri ed incentrata sui personaggi di Tales of the city giungerà presto su Netflix e avrà Armistead Maupin come produttore. La speranza è che, come già avvenuto con il revival di Gilmore Girls, Netflix acquisti le vecchie stagioni e permetta a tutti coloro che non le hanno viste di recuperarle, soprattutto per coloro che non hanno dimestichezza con l’inglese. Chissà che poi riaccendendosi i riflettori su questa serie qualche editore non decida di tradurre e pubblicare anche in Italia i cinque volumi mancanti. Per ora non ci resta che leggere I Racconti in lingua originale e recuperare la serie tv con i DVD dell’edizione UK con, ahimè,  gli episodi in parte censurati oppure i DVD delle Chroniques de San Francisco dell’edizione francese. Entrambi sono reperibili su Amazon.


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