Riferimenti letterari nella serie tv “You”

Joe Goldberg, il protagonista di You, è un libraio oltre che uno stalker pluriomicida. All’ossessione per le donne alterna quella per i libri. Vediamo allora quali sono i riferimenti letterari presenti nelle prime due stagioni di questa fortunata serie targata Netflix.

La prima stagione di You è ambientata a New York, città nella quale Joe Goldberg, interpretato da Penn Badgley (Gossip girl), gestisce la libraria “Mooney’s” (nella realtà Logos Book Store).Moony's È qui che la giovane aspirante scrittrice Guinevere Beck, interpretata da Elizabeth Lail (Once upon a time e Dead of Summer), colpisce la sua attenzione. Joe fa di tutto per conquistarla e ne diventa follemente ossessionato tanto da arrivare a stalkerarla. Ma la follia del protagonista, non si ferma qui.Joe and Beck Egli, come se non bastasse, sequestra e uccide tutti coloro che reputa una minaccia per il coronamento della sua storia d’amore malato.  Ma Beck non è l’unica ossessione di Joe. Gli scheletri nell’armadio del protagonista sono numerosi. “Che fine ha fatto la sua precedente ragazza, Candace?” è solo uno degli inquietanti interrogativi. Dietro a quel bel faccino da bravo ragazzo si nasconde infatti uno psicopatico. Il genere di psicopatico che non si vedeva in una serie tv dai tempi di Dexter.

stalker

Joe and LoveCome già accennato, le vicende della prima stagione avvengono a New York mentre nella seconda c’è un cambio repentino, molti nuovi personaggi e una nuova location: Los Angeles. Qui Joe cambia lavoro e cambia oggetto della sua ossessione. La nuova preda è la giovane chef Love Quinn, interpretata da Victoria Pedretti (The Haunting), la quale entra subito nel mirino del protagonista. Ciò che accadrà nel corso delle puntate però avrà dell’incredibile.

Anche nella nuova stagione i colpi di scena non mancano e la storia risulta intricata e coinvolgente benché le dinamiche di base siano sempre le stesse. In entrambe le stagioni infatti ritroviamo dei motivi ricorrenti inseriti nel contesto di riferimento. Ad esempio il legame che Joe instaura con i giovanissimi vicini di casa ossia il bambino disadattato divoratore di libri della prima stagione e la filmmaker – siamo a Los Angeles, la mecca del cinema! – adolescente problematica della seconda.

Ma anche le amicizie ingombranti della vittima di turno: le amiche newyorkesi di Beck che sembrano uscite da Sex and the city e gli amici stereotipi californiani di Love. Anche i pedinamenti di Joe si ripetono nelle due stagioni e nei due contesti: in Central Park e nel Canyon. Infine anche i due poliziotti sospettosi incarnano le due tipologie di piedipiatti di New York e di Los Angeles.

Ciò che unisce le due stagioni, oltre alla follia omicida di Joe e questa serie di motivi ricorrenti, è la passione del protagonista per la letteratura che si tramuta in una serie continua di riferimenti letterari molto interessanti. Anche in questo caso il contesto di riferimento gioca un ruolo fondamentale.

Desperate charactersIn primo luogo il primo incontro tra Joe e Beck ovviamente avviene in libreria ma qual’è il primo argomento di conversazione fra i due? Paula Fox! Desperate characters per essere precisi. Quello che rimane – titolo in italiano – è il capolavoro della Fox, un romanzo che è uno spaccato della New York degli anni Sessanta, di quell’alta borghesia, bianca, agiata, convenzionale che nell’immaginario collettivo trova spazio in moltissimi film. Due coniugi, i Bentwood, nell’arco di un weekend mettono in discussione tutta la loro esistenza; una vita che è tensione continua tra un ideale di perfezione e un disagio sopito che prende il sopravvento da un insignificante evento quale il graffio di un gatto randagio. Paula FoxI Bentwood sembrano usciti da un film di Woody Allen, sono l’essenza della città di New York. Non a caso  Paula Fox può essere definita la cantrice di questa città. Ecco dunque che già dai primi minuti della serie tv, il riferimento letterario giunge puntuale per introdurci all’interno di un contesto ben riconoscibile. Ogni singolo elemento grida: “siamo a New York !”

Franny and ZooeyNon a caso infatti, l’altro autore tirato in ballo più di frequente in questa stagione è J.D. Salinger. L’autore de Il giovane Holden è tra gli scrittori più newyorkesi che ci siano. La maggior parte dei suoi romanzi infatti sono ambientati nella Grande Mela, proprio come Franny and Zooey, ovvero il romanzo acquistato dal cliente per “giustificare” Dan Brown, durante il primo incontro tra Joe e Beck.

Ozma of ozSalinger tra l’altro è anche il cognome di Peach (la Shay Mitchell interprete di Pretty Little Liars), la migliore amica di Beck, altolocata discendente dell’autore, ricca, viziata e con un’ossessione – anche lei! – per la protagonista. La famiglia di Peach ha una collezione di libri rari, tra i quali tutta la serie di Oz. A catturare l’attenzione di Joe è proprio Ozma di Oz, libro nel quale c’è un malvagio Re degli gnomi che imprigiona nel mondo sotterraneo alcuni sventurati. Non vi ricorda qualcuno?

Tra gli autori citati come dimenticare Francis Scott Fitzgerald. Gli anni newyorkesi dell’autore e di sua moglie Zelda caratterizzati da eccessi e mondanità hanno il loro fascino. E quale serata migliore per fare colpo su Beck se non una sulle le orme della coppia più interessante del panorama letterario della New York degli anni ruggenti? Poco importa se, per citare Joe, «la storia di Fitzgerald nella fontana è una stronzata turistica!».

Fitzgerald and zelda

BronteI riferimenti letterari in questa stagione, a prescindere da quelli che sono funzionali al contesto newyorkese, sono molteplici. Ad esempio Cime Tempestose di Emily Bronte che Joe regala a Candace nel flashback. È piacevole notare come i romanzi vengano scelti con cura e abbiano un motivo preciso per comparire nella storia. Così come Ozma di Oz, anche il Conte di Montecristo ha il suo perché. Joe infatti lo presta al piccolo Paco per gestire al meglio la vendetta sul violento compagno della madre.

anavrinCon la seconda stagione come ho già accennato c’è un repentino cambio di location: Los Angeles. «Città orrenda! ultimo posto in cui starei» afferma Joe nei primissimi minuti ma anche: «è il posto migliore in cui nascondersi» e chi più di lui – psicopatico omicida in fuga – ha bisogno di far perdere le proprie tracce? Ecco quindi che dismessi i panni di Joe Goldberg è giunto il momento di dare il benvenuto a Will Bettelhaim.

Will B.

E con il sole, le palme, le spiagge, i canyon e il cibo vegano ci immergiamo nella nuova realtà californiana. Il primo riferimento letterario non può essere che Joan Didion. Joan DidionCome Paula Fox, nella prima puntata della serie, introduceva New York, così, la scrittrice dell’Anno del pensiero magico, ci porta dritti nella California di cui può essere considerata l’autrice più rappresentativa.

Il romanzo che Love legge mentre Will/Joe la spia con il cannocchiale è infatti Prendila così, di Joan Didion. L’autrice qui dipinge perfettamente la vuota umanità che riempie le strade di Los Angeles.

Mi sarei aspettata qualche riferimento anche a Bret Easton Ellis, con la sua Los Angeles degli eccessi e dei privilegi invece purtroppo non ve n’è traccia, come neanche di Paul Auster a New York, ma non si può avere tutto.

ChandlerCiò che si ha invece è un continuo riferimento a Raymon Chandler, uno dei più famosi autori hardboiled che di Los Angeles ha fatto il il teatro dei suoi polizieschi. Will/Joe si aggira per la città come un novello Philip Marlowe mentre indaga sulle varie questioni che lo portano in situazioni di pericolo e pedinamenti, con la “piccolissima” differenza che il nostro protagonista, per il quale simpatizziamo fin dall’inizio, è in realtà  inequivocabilmente il bad guy della serie. Il libro di Chandler letto da Will/Joe è Addio, mia amata ma noi abbiamo capito fin da subito che gli addii del protagonista sono orridamente definitivi!

Come nella stagione precedente, oltre ai riferimenti letterari che si collocano nell’ambiente in cui la storia si svolge, ogni minimo avvenimento ha il suo legame con la letteratura. Dall’armadio di Henderson – quando Will/Joe si introduce in casa sua – da cui nasce il riferimento a Le cronache di Narnia alla citazione di DostoevsjiJ, in apertura dell’ultimo episodio:

«se l’uomo ha una coscienza soffrirà per i suoi errori, quello sarà il suo castigo e anche la sua prigione»

che sembra scritta proprio per questa serie.

Delitto e castigo

Guardando con un occhio attento ci si rende subito conto che in questa stagione i richiami alla letteratura russa sono molteplici. L’ultimo libro letto da Will/Joe, in chiusura di stagione – nella nuova realtà suburbana che preannuncia la terza stagione – è proprio Delitto e castigo, da cui è tratta la citazione precedente. E non solo. Ad esempio durante il colloquio di lavoro nel supermercato di Love, nella prima puntata, Joe maneggia un romanzo di Ivan Turgenev mentre il libro consigliato ad Ellie è invece Il maestro e Margherita di Bulgakov.

Non ci resta che attendere la terza stagione per i prossimi riferimenti letterari che sicuramente non mancheranno dato che la nuova preda di Joe sembra essere una lettrice accanita.

vicina


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