Memoji Review speciale Premio Strega 2021 n. 4

L’espressione del volto dice tutto ed è migliore di mille parole! Questo è lo spirito che accompagna la rubrica Memoji Review. In occasione del Premio Strega vi propongo una serie di articoli dedicati ai dodici libri candidati per l’edizione di quest’anno.

Continua il nostro viaggio alla scoperta della dozzina della LXXV edizione del Premio Strega. In questo Memoji Review vi parlerò di Adorazione di Alice Urciuolo e di Splendi come vita di Maria Grazia Calandrone.

Alice Urciuolo – Adorazione

gioia

IMG_4747Adorazione è una lettura molto piacevole in particolare per coloro che come me hanno apprezzato Skam Italia, la serie tv, versione italiana – ben riuscita – di un format norvegese. Vi starete chiedendo cosa c’entri una serie tv adolescenziale con un premio letterario. Ebbene, Alice Urciuolo è tra le sceneggiatrici della fortunata serie. L’autrice si conferma capace di dare voce al mondo degli adolescenti, delineando perfettamente certe dinamiche in una bella narrazione corale e di dipingere dei personaggi molto credibili e ben strutturati.

Il romanzo si svolge tra Pontinia e Sabaudia, in quell’Agro Pontino che si stende per chilometri e chilometri, piatto e monotono. Un piccolo mondo stretto tra la Capitale, la città di provincia Latina e il mare. Un mondo fermo nel suo ricordo nostalgico di un Ventennio in cui la propaganda di regime, sotto forma di bonifica di paludi, diventa mitica impresa, revisionismo in nome di “cose buone” che buone non furono. La provincia italiana fa da sfondo a questo romanzo con i suoi pregiudizi e le sue visioni ristrette del mondo che la circonda.

Qui un gruppo di adolescenti si appresta a vivere l’ennesima estate, con i problemi, le insicurezze e le delusioni, tipici della loro giovane età. Fanno i conti con l’amore travolgente, il cambiamento e le pulsioni fin ad allora sconosciute. Scoprono il senso dell’amicizia e la rabbia del tradimento. Ma ciò che li accomuna tutti è che questa è la prima estate senza Elena, brutalmente uccisa dal suo fidanzato. L’elaborazione del lutto e l’elemento della perdita della giovane, si uniscono al tema dell’adorazione. Fili conduttori della vicende narrate, si intrecciano e si dispiegano tra le azioni e i sentimenti dei personaggi i quali a fatica cercano il loro posto nel mondo, affacciandosi timidamente all’età adulta.

Maria Grazia Calandrone – Splendi come vita

innamorata

IMG_4748Splendi come vita è il racconto autobiografico di Maria Grazia Calandrone. L’autrice negli anni ’60 viene abbandonata dalla madre biologica la quale pone fine alla sua vita suicidandosi nel Tevere. Il romanzo inizia proprio con un articolo di giornale nel quale si apprende che la piccola, di appena otto mesi, viene affidata alle amorevoli cure della madre adottiva, quella che l’autrice nel romanzo chiama con amore «madre elettiva». Ma la malattia fa presto sprofondare la madre nella follia:

“A quattordici anni osservo da entomologa lo spettacolo che a dodici mi terrorizzava. L’umano scomposto nella sua maschera disperata. Questa solitudine violenta è la donna che amavo, più della vita.”

Il romanzo è un intimo rapporto madre-figlia che Maria Grazia Calandrone fa splendere attraverso parole meravigliose. Quelle che ho avuto il piacere di leggere sono pagine stupende, toccanti e dolorose. L’autrice alterna prosa e momenti di intenso lirismo. Ripercorre così la sua infanzia, l’adolescenza, la dolorosa perdita del padre, la malattia della madre, tanti piccoli eventi, sensazioni, odori, immagini che prendono forma tra le pagine e che contribuiscono a formare il mosaico della vita, della sua ma anche della nostra, di tutti noi:

“Provo un dolore spesso e senza rimedio. Il dolore del Tempo, perduto per sempre. Chi non lo consce? In esso confluisce un’intelligenza inattesa, l’evidenza di quello che siamo, in questa camerata, casuale come il mondo: universi contigui, ciascuno col suo monolito di dolore e gioia, sconosciuto a se stesso. Ciascuno col suo diritto. Quel che riguarda me, riguarda tutti.

Devo trovare il modo di sfondare il guscio, l’astuccio, il carapace, la concrezione mortale, che contiene ciascuno e, così contenendo, ci divide. Devo arrivare al cuore radiale della vita, all’infinito dentro le persone – e che lega persona a persona – e tutte queste creature, meravigliose e misere, all’eternità barbara e incandescente delle stelle.”


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