La rubrica BAGAGLI CULTURALI nasce dalla mia passione per la lettura e per i viaggi, con lo scopo di fornire ai lettori un punto di vista insolito per i propri itinerari. In questo articolo dedicato alla Corea del Sud troverete il mio “bagaglio a mano”: tutte le letture fondamentali per la preparazione del mio viaggio. Nei prossimi appuntamenti esploreremo invece “la valigia da stiva”: i romanzi e i racconti necessari per intraprendere il viaggio.

Quando ho iniziato a progettare il mio viaggio in Corea del Sud partivo da una base di partenza davvero poco stimolate. L’unica forma di skincare: l’igiene quotidiana. L’unica canzone k-pop: Sarà che n’cago (se non la conoscete, recuperate la lacuna). L’unico k-drama: quello che mi prefiguravo nella mia testa scegliendo di partire nel periodo più sconsigliato in assoluto, ovvero la stagione delle piogge.
Eppure il Paese del calmo mattino stuzzicava il mio appetito. E no, non sto parlando di cibo, perché il kimchi proprio non sono riuscita ad apprezzarlo. Sto parlando di una curiosità che ha radici lontane: nei pomeriggi della mia infanzia quando guardavo Mila e Shiro su Italia 1 e sognavo le Olimpiadi di Seoul del 1988. Nel 1994, a 6 anni, con 6 anni di ritardo e con un’evidente difficoltà in qualsiasi sport che preveda una palla e un minimo di coordinazione. Ma siate indulgenti: non giudicate i sogni dei bambini!
La mia curiosità è poi cresciuta nel tempo, esplodendo con Parasite, con Squid Game, con il Nobel per la letteratura a Han Kang e con la voglia di conoscere la storia di un popolo che, da poco più di settant’anni è diviso in due, sul trentottesimo parallelo, da uno dei confini più militarizzati e chiusi del mondo.
Insomma, senza accorgermene, l’ Hallyu (l’onda coreana) mi stava travolgendo e non c’era modo di fermarla. Bisognava iniziare a costruire il “bagaglio a mano”, partendo dallo studio dell’immancabile Lonely Planet e dei libri di cui vi parlo in questo articolo.

Paolo Quilici – We love Korea

Questa guida di viaggio è imprescindibile per prepararsi al viaggio. Paolo Quilici, oltre a essere un autore televisivo molto conosciuto è anche un grandissimo esperto di Corea perciò il suo manuale è una fonte inesauribile di informazioni, consigli e dritte di ogni tipo.
Il libro è diviso in sei capitoli, uno più utile dell’altro, nei quali l’autore illustra al lettore cosa fare prima di partire, come muoversi nel Paese, che cosa vedere, cosa mangiare, cosa bere e tanto altro. In quanto a qualità dei contenuti, secondo me, batte anche la classica Lonely Planet.
Ho apprezzato l’itinerario che l’autore propone sul sentiero delle mura della città di Seul, ma anche tutta la parte preparatoria in cui suggerisce le app utili da scaricare prima di partire e le cose da fare all’atterraggio. Sicuramente molte informazioni sono reperibili anche su vari siti dedicati alla Corea o nei video dei numerosi YouTubers ma, avere subito a portata di mano una guida completa, ricca di un entusiasmo travolgente e dotata di una grafica accattivante, dà una bella carica oltre che una base solida da cui partire.



Paolo Quilici – La Corea oltre Seoul

Dopo aver letto We love Korea, non si può non allargare gli orizzonti con questa guida. Qui Paolo Quilici attraversa il Paese del calmo mattino e lo fa in dodici tappe. Da segnalare la prefazione di Veronica Croce che, per chi non lo sapesse, è l’autrice del podcast Kimchi Taste. Ascoltatelo perché è un altro strumento imprescindibile per prepararvi al vostro viaggio.
La Corea oltre Seoul è una lettura obbligatoria per chi vuole pianificare un viaggio che comprenda altre città oltre la capitale, ma anche per chi vuole scoprire e conoscere a tutto tondo la Corea stando comodamente a casa.
Ho studiato con attenzione i capitoli dedicati a Busan e Gyeongju, le due città che ho scelto di visitare ma, ho letto con piacere anche gli altri capitoli e, ovviamente, mi è venuta una gran voglia di vedere tutte le altre città descritte nel libro.
Spostarsi con i treni veloci KTX è facilissimo. Volendo, i biglietti si possono acquistare online in anticipo, ma non prima di un mese, o direttamente nelle stazioni. Se il numero di giorni a vostra disposizione lo permette, non vi limitate solo alla capitale.

Barbara J. Zitwer – Il pensiero coreano

Barbara J. Zitwer è l’agente letteraria americana che per prima ha fatto conoscere al mondo occidentale la letteratura della Corea del Sud, in particolare le autrici Han Kang e Shin Kyung-sook, di cui vi parlerò nei prossimi articoli.
In questo libro l’autrice racconta la sua esperienza con la cultura coreana e i vari viaggi intrapresi nel Paese del calmo mattino. Ogni capitolo è correlato da ricette tipiche fornite dai suoi amici coreani.
La lettura è molto scorrevole e interessante grazie anche ai numerosi aneddoti tra cui l’affascinante storia delle Haenyeo, le sommozzatrici dell’isola di Jeju, o la spettacolare marea nota come Miracolo di Jindo.
The Passenger – Corea del Sud

L’ultimo libro che vi propongo in questo articolo è il volume sulla Corea dei Sud edito dalla casa editrice Iperborea.
La collana The Passenger è tra le più interessanti raccolte di inchieste, saggi e reportage che c’è in circolazione. Il volume dedicato alla Corea del Sud esplora diversi argomenti ed è un altro ottimo punto di partenza per entrare in sintonia con una cultura totalmente differente dalla nostra, sebbene poi, per certi versi, nel bene o nel male, bisogna ricredersi. La cultura confuciana non è poi così lontana da quella cattolica se si pensa all’aspetto morale e all’importanza riservata alla famiglia. Anche il ruolo che i coreani riservano al cibo non si discosta più di tanto dal nostro. A quanto pare, le classiche nonne italiane e le classiche nonne coreane, a tavola con i nipoti, si comportano tutte allo stesso modo.
I reportage contenuti nel volume spaziano dal k-pop, alle chaebol, al baseball (lo sport più amato dai coreani), passando per lo sciamanesimo e la situazione politica.
Molto toccante è il racconto intimo e personale dell’autrice Shin Kyung-sook.
